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domenica 21 maggio 2017

​ Foveon o Fovea Centralis?

Ora qualcuno si chiederà: Cos'è? Di cosa stiamo parlando?
Se facciamo un giro nel web troveremo che alcuni forum o gruppi fotografici prendono proprio questo nome "foveon" dettato da un unico e specifico motivo che è legato alla fotografia. Non tutti infatti sanno che "Foveon" è un particolare tipo di sensore creato dall'omonima azienda, ora parte di Sigma. È un sensore con una resa fotografica molto particolare, tanto da suscitare dibattiti interessanti sulla qualità dell'immagine. Di fatto tale sensore riesce a catturare molto bene i colori mediante un particolare procedimento di separazione verticale dei colori riversati in un unico punto. Di fatto sembrerebbe che per alcuni, il sensore dotato di questi tre livelli, sia davvero unico nel suo genere per accuratezza dei colori e dei dettagli, poiché nettamente migliore in qualità dell'immagine rispetto ad altri sensori presenti sul mercato, che adottano una sintesi di colore diversa, cioè su di un unico strato (sensore a mosaico) che assegna uno specifico colore per interpolazione. Non che quest'ultimo metodo non sia una sintesi valida ma secondo alcuni pareri è molto meno accurata dei tre strati di colore RGB che lavorano in verticale. Il sensore a mosaico secondo alcuni pareri sembra che a volte faccia una interpolazione algoritmica di riproduzione del colore non propriamente fedele ai colori proposti dalla realtà. Il sensore Foveon invece per alcuni sembrerebbe avere il vantaggio (e per altri lo svantaggio) di non effettuare questo tipo di interpolazione algoritmica digitale, con una resa finale molto simile alle vecchie pellicole a colori proponendo un risultato più tridimensionale dell'immagine, anche se a detta di alcuni la scarsità di luce sembra rendere questo metodo meno efficace. Difetto direi che si verifica forse in quasi tutti gli strumenti digitali: la scarsità di luce ad esempio nei nostri smartphone produce una quantità di puntini tali (detto disturbo o rumore) da rendere l'immagine davvero poco nitida. Lo stesso rumore infatti non si crea mai, quando siamo a pieno sole, dove al contrario riusciamo a percepire nell'immagine dettagli che solo ingrandendo con uno zoom riusciamo a vedere.
La maggior parte delle fotocamere in commercio oggi usano un sensore a mosaico e di fatto molte fotocamere hanno perso quella nitidezza iniziale tipica delle pellicole e della fotografia a rullino, tanto che nella maggior parte delle fotografie digitali si evidenzia un particolare tipo di sfocatura che induce ogni fotografo a una correzione quasi forzata dei file per la tonalità, le curve, i livelli di luminosità e il contrasto, utilizzando l'ausilio di software dedicati all'elaborazione digitale. Riassumendo quindi i due metodi potremmo fare anche una distinzione di costi, in quanto nel primo caso sembra sia un sensore molto più costoso in paragone all'altro, anche se tirando le somme direi che le aziende produttrici che usano il sensore di tipo "foveon" siano riuscite a mettere sul mercato macchine fotografiche di ottima qualità a prezzi davvero contenuti, forse a discapito di alcuni dettagli quali il design oppure al numero di accessori a corredo, ma direi alle quali non possiamo dir nulla in quanto a qualità d'immagine. Altre aziende invece creano molteplici modelli di fotocamere e accessori dal design molto bello e accattivante ma con la qualità di immagine dettata da un sensore comune a mosaico a prezzi davvero improponibili.
Ma parlando di anatomia la "fovea" la troviamo nell'occhio umano, un punto detto Fovea Centralis ovvero tradotto "fossa centrale" poiché posta nella parte centrale dell'occhio che è la più importante per la percezione dei colori. Per capire meglio apriamo una parentesi cercando di capirne il funzionamento. Nella fovea troviamo i ricettori sensibili sia al colore, che alla forma, che alle dimensioni e ai dettagli: i così detti coni, che ricorderemo aver già studiato a scuola. Mentre dal centro della fovea verso l'esterno, al di fuori della zona descritta come fossa centrale, abbiamo i così detti bastoncelli che non sono altro che diversi ricettori che ci permettono di distinguere il movimento anche con scarsità di luce, poiché molto sensibili alla luce. Sono loro che con la coda dell'occhio ci avvisano del movimento, poi giriamo la testa e con la parte centrale (fovea) distinguiamo bene il soggetto in quanto a colore forma dimensione e dettaglio.
Tutti i migliori ingegneri hanno dedicato il loro genio per avvicinarsi a questo tipo di resa cromatica, che è la percezione umana dell'occhio per quanto riguarda colore, e dettaglio.
Tornado ora all'altro tipo di sensori adesso però la domanda nasce spontanea: ma se Foveon si è ispirato all'occhio umano allora l'altro sensore a mosaico a chi si ispira? 
Avete mai visto una mosca al microscopio? Il loro sistema visivo è proprio quello a mosaico. La visione a mosaico infatti è tipica degli insetti, che è come se fosse composta da più occhi, i quali captano diversi livelli di luce, con i quali catturano le informazioni visive e l'immagine che si forma è data proprio dall'insieme dei dati percepiti da più occhi formando un'immagine finale proprio simile a un mosaico perché creata per sovrapposizione. Sta di fatto che questo permette agli insetti di percepire minimi e rapidi movimenti, dettati da impulsi luminosi perché propriamente dotati di ricettori luminosi simili ai nostri bastoncelli che captano il movimento in base alle variazioni di luci, questo per sfuggire rapidamente agli attacchi dei predatori, con un solo svantaggio però: non gli consente di distinguere bene i dettagli, tipico di apparati visivi in cui sono assenti i coni, che al contrario sono presenti invece nella fovea dell'occhio umano e nell'apparato visivo di altre specie animali come ad esempio nelle scimmie. Che dire allora: meglio distinguere bene un immagine in movimento o distinguerne nettamente i colori e i dettagli? Nell'occhio umano esistono entrambe le funzionalità e coniugate insieme fanno il cocktail perfetto. Pur valutando entrambi i sensori nei loro pregi e difetti siamo ancora molto lontani da ciò che potremmo ottenere da una fotocamera se davvero dovesse avere tutte le caratteristiche e le funzionalità dell'occhio umano. 
Per l'occasione e per la curiosità che suscita questo argomento da oggi si apre la categoria FOVEONISTA per indicare coloro che usano tali fotocamere dotate di questo tipo di sensore, invitando i "foveonisti" ad aggiungere questa etichetta qualora scattino foto con questo particolare tipo di sensore. Intanto buona "fovea centralis" a tutti.

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