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martedì 23 maggio 2017

domenica 21 maggio 2017

​ Foveon o Fovea Centralis?

Ora qualcuno si chiederà: Cos'è? Di cosa stiamo parlando?
Se facciamo un giro nel web troveremo che alcuni forum o gruppi fotografici prendono proprio questo nome "foveon" dettato da un unico e specifico motivo che è legato alla fotografia. Non tutti infatti sanno che "Foveon" è un particolare tipo di sensore creato dall'omonima azienda, ora parte di Sigma. È un sensore con una resa fotografica molto particolare, tanto da suscitare dibattiti interessanti sulla qualità dell'immagine. Di fatto tale sensore riesce a catturare molto bene i colori mediante un particolare procedimento di separazione verticale dei colori riversati in un unico punto. Di fatto sembrerebbe che per alcuni, il sensore dotato di questi tre livelli, sia davvero unico nel suo genere per accuratezza dei colori e dei dettagli, poiché nettamente migliore in qualità dell'immagine rispetto ad altri sensori presenti sul mercato, che adottano una sintesi di colore diversa, cioè su di un unico strato (sensore a mosaico) che assegna uno specifico colore per interpolazione. Non che quest'ultimo metodo non sia una sintesi valida ma secondo alcuni pareri è molto meno accurata dei tre strati di colore RGB che lavorano in verticale. Il sensore a mosaico secondo alcuni pareri sembra che a volte faccia una interpolazione algoritmica di riproduzione del colore non propriamente fedele ai colori proposti dalla realtà. Il sensore Foveon invece per alcuni sembrerebbe avere il vantaggio (e per altri lo svantaggio) di non effettuare questo tipo di interpolazione algoritmica digitale, con una resa finale molto simile alle vecchie pellicole a colori proponendo un risultato più tridimensionale dell'immagine, anche se a detta di alcuni la scarsità di luce sembra rendere questo metodo meno efficace. Difetto direi che si verifica forse in quasi tutti gli strumenti digitali: la scarsità di luce ad esempio nei nostri smartphone produce una quantità di puntini tali (detto disturbo o rumore) da rendere l'immagine davvero poco nitida. Lo stesso rumore infatti non si crea mai, quando siamo a pieno sole, dove al contrario riusciamo a percepire nell'immagine dettagli che solo ingrandendo con uno zoom riusciamo a vedere.
La maggior parte delle fotocamere in commercio oggi usano un sensore a mosaico e di fatto molte fotocamere hanno perso quella nitidezza iniziale tipica delle pellicole e della fotografia a rullino, tanto che nella maggior parte delle fotografie digitali si evidenzia un particolare tipo di sfocatura che induce ogni fotografo a una correzione quasi forzata dei file per la tonalità, le curve, i livelli di luminosità e il contrasto, utilizzando l'ausilio di software dedicati all'elaborazione digitale. Riassumendo quindi i due metodi potremmo fare anche una distinzione di costi, in quanto nel primo caso sembra sia un sensore molto più costoso in paragone all'altro, anche se tirando le somme direi che le aziende produttrici che usano il sensore di tipo "foveon" siano riuscite a mettere sul mercato macchine fotografiche di ottima qualità a prezzi davvero contenuti, forse a discapito di alcuni dettagli quali il design oppure al numero di accessori a corredo, ma direi alle quali non possiamo dir nulla in quanto a qualità d'immagine. Altre aziende invece creano molteplici modelli di fotocamere e accessori dal design molto bello e accattivante ma con la qualità di immagine dettata da un sensore comune a mosaico a prezzi davvero improponibili.
Ma parlando di anatomia la "fovea" la troviamo nell'occhio umano, un punto detto Fovea Centralis ovvero tradotto "fossa centrale" poiché posta nella parte centrale dell'occhio che è la più importante per la percezione dei colori. Per capire meglio apriamo una parentesi cercando di capirne il funzionamento. Nella fovea troviamo i ricettori sensibili sia al colore, che alla forma, che alle dimensioni e ai dettagli: i così detti coni, che ricorderemo aver già studiato a scuola. Mentre dal centro della fovea verso l'esterno, al di fuori della zona descritta come fossa centrale, abbiamo i così detti bastoncelli che non sono altro che diversi ricettori che ci permettono di distinguere il movimento anche con scarsità di luce, poiché molto sensibili alla luce. Sono loro che con la coda dell'occhio ci avvisano del movimento, poi giriamo la testa e con la parte centrale (fovea) distinguiamo bene il soggetto in quanto a colore forma dimensione e dettaglio.
Tutti i migliori ingegneri hanno dedicato il loro genio per avvicinarsi a questo tipo di resa cromatica, che è la percezione umana dell'occhio per quanto riguarda colore, e dettaglio.
Tornado ora all'altro tipo di sensori adesso però la domanda nasce spontanea: ma se Foveon si è ispirato all'occhio umano allora l'altro sensore a mosaico a chi si ispira? 
Avete mai visto una mosca al microscopio? Il loro sistema visivo è proprio quello a mosaico. La visione a mosaico infatti è tipica degli insetti, che è come se fosse composta da più occhi, i quali captano diversi livelli di luce, con i quali catturano le informazioni visive e l'immagine che si forma è data proprio dall'insieme dei dati percepiti da più occhi formando un'immagine finale proprio simile a un mosaico perché creata per sovrapposizione. Sta di fatto che questo permette agli insetti di percepire minimi e rapidi movimenti, dettati da impulsi luminosi perché propriamente dotati di ricettori luminosi simili ai nostri bastoncelli che captano il movimento in base alle variazioni di luci, questo per sfuggire rapidamente agli attacchi dei predatori, con un solo svantaggio però: non gli consente di distinguere bene i dettagli, tipico di apparati visivi in cui sono assenti i coni, che al contrario sono presenti invece nella fovea dell'occhio umano e nell'apparato visivo di altre specie animali come ad esempio nelle scimmie. Che dire allora: meglio distinguere bene un immagine in movimento o distinguerne nettamente i colori e i dettagli? Nell'occhio umano esistono entrambe le funzionalità e coniugate insieme fanno il cocktail perfetto. Pur valutando entrambi i sensori nei loro pregi e difetti siamo ancora molto lontani da ciò che potremmo ottenere da una fotocamera se davvero dovesse avere tutte le caratteristiche e le funzionalità dell'occhio umano. 
Per l'occasione e per la curiosità che suscita questo argomento da oggi si apre la categoria FOVEONISTA per indicare coloro che usano tali fotocamere dotate di questo tipo di sensore, invitando i "foveonisti" ad aggiungere questa etichetta qualora scattino foto con questo particolare tipo di sensore. Intanto buona "fovea centralis" a tutti.

sabato 20 maggio 2017

Norcia: Ritorno al Passato

Buongiorno carissimi amici e autori di Obiettivo Click, oggi vorrei condividere con voi un esperienza e un modo diverso di vivere il blog e la fotografia. 
L'idea è quella di passare una giornata fotografica in una zona colpita dal terremoto. 
Una mattina alla radio ho sentito l'esperienza di una coppia che per festeggiare il loro anniversario, fra tutte le parti d'Italia ha scelto proprio una di queste zone, dicendo che questi posti non meritano il completo abbandono ma meritano di essere visitati, a prescindere dagli eventi. Il messaggio voleva anche dire che: una nostra visita è un incoraggiamento per coloro che ad oggi lottano ancora per la ricostruzione delle loro case, dei loro comuni, e delle loro attività; possiamo approfittare delle bontà e dei loro prodotti tipici, perché alcune attività continuano ad esistere, e a fare i conti con ciò che è rimasto. 
Nel momento in cui ascoltavo questa esperienza mi è venuta in mente subito Norcia poco distante da qui, dove una mia carissima amica ha passato parte della sua estate ed ha avuto modo di apprezzarla, poco prima che fosse colpita dalla scossa di terremoto del 30 ottobre 2016, la più forte che ha raggiunto magnitudo 6,5. Ci sono state altre scosse in questa zona ma quest'ultima è stata la più forte in assoluto e la causa del cedimento quasi totale della Basilica di San Benedetto, di cui resta solo la facciata. Si aggiunge a questi danni la semi-distruzione della frazione di Castelluccio di Norcia, e a ruota molti altri comuni di cui purtroppo abbiamo sentito parlare nei TG.
Personalmente non sono mai stata in queste zone, quindi ho pensato: perché non farlo ora? Tantissimi posti (a prescindere dagli eventi che si sono verificati) meritano di essere visitati.
L'Italia insieme alle sue isole e arcipelaghi è piena di "perle" di una bellezza unica. 
A volte davvero non c'è bisogno di andare troppo lontani, per trovare tanti dettagli da fotografare e da aggiungere al nostro portfolio di ricordi o alla nostra esperienza di vita.
Nel momento in cui ho ascoltato la radio mi sono sentita parte di quella esperienza, ed ho pensato di condividere quel pensiero con qualche scatto fotografico. Non so fino a che punto potrò avvicinarmi a Norcia, ma l'obiettivo per me è quello di fare un percorso di riflessione fotografica. 
Con l'occasione aprirò nel blog una nuova categoria il PORTFOLIO, nell'intento di poter raccontare una storia attraverso scatti fotografici diversi ma con un filo logico unico, nella speranza di tornare simbolicamente ad un passato non troppo lontano, dove la quotidianità di queste persone era tutto ciò che abbiamo noi oggi. Per chi volesse venire con me, ho disposto un link sotto con il suggerimento di alcune date in cui pensavo di partire. Se tra queste date individuate un momento in cui ci siete anche voi,  mi farà piacere organizzarmi per condividerlo e trovarci lì uniti in un Click! E chissà magari successivamente riportare in fotografia la nostra esperienza. Anche una sola immagine a volte vale più di mille parole!
Di seguito una delle fotografie di Norcia prima del sisma di Samanta Airoldi:

Norcia - Foto di Samanta Airoldi

Queste le date in cui vorrei partire: scegli anche Tu una data per andare a Norcia.
Nel link evidenziato troverete il calendario con tre date disponibili per la scelta del giorno, è stato fatto con Doodle  di Google e verrà chiuso il 5 Giugno. 

venerdì 19 maggio 2017

martedì 16 maggio 2017

giovedì 11 maggio 2017

Mirror


mercoledì 10 maggio 2017

lunedì 8 maggio 2017

domenica 7 maggio 2017

sabato 6 maggio 2017

lunedì 1 maggio 2017

USI E COSTUMI FESTAIOLI

1° MAGGIO
per qualcuno la scampagnata è occasionale,
per altri è consuetudine.


It's a Hard Road


Albert Einstein

(Arezzo - 1 Maggio 2015)

sabato 29 aprile 2017

Come proteggere le proprie foto nel web?

Per chi ha un sito internet o un blog sorge subito il problema (se così lo vogliamo chiamare) di proteggere le proprie foto, dando del filo da torcere a coloro che si appropriano indebitamente delle foto e scoraggiando chi in qualche modo cerca con un semplice tasto destro del mouse di fare il download delle immagini dai siti internet. 
Ci sono vari metodi, per proteggere le immagini: alcuni preferiscono l'utilizzo di un watermark su ogni singola foto. Ad esempio ci sono programmi che in maniera automatica creano un watermark su un numero indefinito di foto. Un programma molto semplice e intuitivo potrebbe essere ad esempio Allamon Watermark.


Lo potete scaricare in due versioni Free Lite Version oppure Pro Version.
Vi consiglio prima di provare la versione Lite gratuita, eventualmente dopo averlo provato potrete valutare la versione Pro.

Se preferite questo metodo il video  vi spiega come fare:



Anche se il watermark non protegge del tutto le immagini, oggi può servire a far capire in maniera immediata da che sito proviene l'immagine e se il sito o il blog è fatto bene, possiamo facilmente risalire all'autore. Ma come dicevo questo metodo non impedisce il download delle immagini.
Mettere un watermark nelle foto non è un metodo che prediligo molto, per il semplice fatto che crea un leggero disturbo nella lettura dell'immagine, nascondendo talvolta alcuni dettagli della foto.
Nella protezione delle immagini ci sono due scuole di pensiero: una di coloro che tappezzano ogni foto con i loghi più strani, e l'altra di coloro che essendo dei puristi dell'immagine prediligono la scritta del copyright nel footer del sito come ad esempio "Obiettivo Click ©2017" nella parte bassa della pagina web, che sta ad indicare il copyright. Questa scritta lascia piena libertà nella lettura del sito, ed è comunque un valido avviso in merito al diritto d'autore e alla proprietà intellettuale dell'immagine e del sito stesso.

In questo articolo vorrei suggerirvi un modo diverso dai watermark e dalla scritta che si trova nei footer,  cioè una scritta che compare nel momento in cui si preme il tasto destro del mouse sopra l'immagine. Un avviso veloce e non invasivo che comunque ricorda il copyright del sito.
Questo metodo prevede l'aggiunta di codice Html o Javascript  nel proprio sito, affinché il tasto destro del mouse venga disabilitato e scriva nello schermo un messaggio a nostro piacere del tipo: "Obiettivo Click © 2017", impedendo così il salvataggio dell'immagine con un illecito download!

Se provate in questo sito a premere il tasto destro del mouse,vi apparirà il messaggio descritto.



Il codice Javascript potete incollarlo in un blog  aggiungendo semplicemente un nuovo Gadget Html in prima pagina, oppure nel proprio sito in un punto ben preciso e spiegato ad arte da esperti del codice.

Il codice lo potete trovate facilmente in vari siti di esperti informatici, ma anche nel sito: www.fotografi.org

E' un'operazione che richiede pochissimo tempo ma che a mio parere è efficace per il messaggio che deve trasmettere.